il nostro staff

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giovedì 12 gennaio 2017

BASTA CANI ALLA CATENA


Con l'approvazione del Regolamento di attuazione delle disposizioni di cui al Titolo VIII, Capo II, della l.r. 33/2009, recante norme relative alla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo, la giunta regionale lombarda ha introdotto alcune importanti novità, tra cui il divieto di tenere cani alla catena.
Nel regolamento, infatti, vengono riportate anche le responsabilità e i doveri che il proprietario o il detentore di un animale d'affezione deve avere nella cura e nell'attenzione verso il proprio animale, tenuto conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici, anche nei riguardi della riproduzione, dell'addestramento e delle condizioni di trasporto al seguito del proprietario. Tra gli obblighi dei proprietari vi è quello di fornire all'animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente, un'adeguata attività motoria, favorire i contatti sociali tipici della specie e assicurare le cure necessarie. Gli animali in addestramento non potranno essere sottoposti ad attività dannose per la loro salute o essere obbligati a superare le proprie capacità o forze naturali. Inoltre è previsto il divieto di tenere i cani alla catena o applicare loro qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie certificate da un veterinario o per temporanee ragioni di sicurezza.

mercoledì 14 dicembre 2016

NIENTE MEDICINE PER UMANI!


È molto importante ricordare che NON bisogna mai somministrare di propria iniziativa a cani e gatti (ma anche altri animali) medicine per esseri umani. Essendo il nostro metabolismo differente dal loro, ciò che a noi fa bene, o comunque ha un determinato effetto, può essere estremamente dannoso per loro. Facciamo tre esempi (i più diffusi quando qualcuno incorre in tale errore)
L’aspirina può provocare ulcera allo stomaco con emorragia.
La tachipirina può causare una forma di anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi).
Il valium può agire come un eccitante o provocare depressione respiratoria.
Tre esempi, come dicevamo, ma il concetto vale anche per tutti gli altri medicinali.
Quindi, se il vostro amico a quattro zampe non si sente bene, consultate il veterinario ed evitate di dargli quello che prendereste voi nel caso aveste i medesimi sintomi. Umani, cani e gatti sono differenti e richiedono medicinali differenti per essere curati.

GATTI versus ALBERI DI NATALE


Chi convive con uno o più gatti ben conosce l’eterno dilemma natalizio: albero o non albero? I felini, infatti, amano moltissimo tale simbolo del Natale e i suoi luccicanti addobbi, e sono pronti ad appropriarsene causando ingenti danni. Di seguito, quindi, diamo qualche consiglio per evitare il peggio, anche se non vi garantiamo che il vostro albero uscirà indenne dalle feste.
Innanzitutto optate per un albero finto, così eviterete che il felino sparga ovunque gli aghi di quello vero, e magari che li mangi con infausti esiti. Poi, non sceglietelo troppo grande, in modo che anche se dovesse cadere a terra a causa dei tentativi di arrampicamento non sarà abbastanza pesante da far male all’avventuroso micio piombandogli sulla testa. 
Assicuratevi che la sua base sia solida e pesate, proprio per limitarne il rischio di caduta. Meglio ancora sarebbe riuscire a fissarlo al pavimento. 
Collocatelo in un punto della stanza che ne renda più difficile il crollo, per esempio all’angolo tra due pareti, meglio se lontano da una finestra che potrebbe infrangersi in caso di “collisione”.
Se potete, piazzatelo in una stanza che può essere chiusa da una porta durante la notte o quando siete fuori casa, in modo da tenerlo separato dal felino in vostra assenza. 
Per quel che riguarda le decorazioni, usate palline e simili infrangibili. Niente vetro o ceramica, durerebbero meno del panettone al pranzo di Natale e avreste pericolose schegge sparse per tutta casa. Non lasciate pendere fili decorativi, facile preda di zampette unghiate. Le lucette vanno bene, ma se il gatto ha il vizio di mordere i fili staccate la spina quando non è controllato a vista, altrimenti rischia la scossa elettrica.
Niente spray con neve artificiale, generalmente tossica se ingerita. E attenti anche ai nastrini dei pacchetti regalo, dato che i gatti amano mangiarseli e se esagerano possono creargli qualche problema intestinale.
Per il resto, buona fortuna e se il vostro albero arriva intatto fino alla Befana fatecelo sapere.

venerdì 9 dicembre 2016

IL VIDEO DI ARTÙ

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato la storia di Artù. Ora eccolo che corre felice.

video

martedì 6 dicembre 2016

LA STORIA DI ARTÙ

In Clinica talvolta arrivano casi (e pazienti) più complessi di altri, che possono evolversi in modi inaspettati. Abbiamo chiesto al Dottor Luca Redaelli di raccontarcene qualcuno. Inizialmente ha opposto un po' di resistenza, ma poi ha collaborato. Ecco, quindi, la sua terza storia, quella di Artù.


È curioso, se a un essere umano capita, per un incidente o altro motivo, di perdere un arto, si cerca in ogni modo (e giustamente) di supplire a tale perdita con delle protesi, e si impiegano altrettanti sforzi (altrettanto giustamente) perché la sua vita possa proseguire nel modo più normale e felice possibile. Invece, quando incidenti simili capitano a degli animali spesso si tende a vederli come qualcosa di irreparabile. Al contrario, gli animali generalmente hanno una capacità di adattamento superiore a quella degli uomini, e una forte volontà di sopravvivenza che li spinge a superare ostacoli solo apparentemente insormontabili. Questa è la storia di Artù, un setter Gordon di nove anni che rappresenta un perfetto esempio di quanto detto sopra.
Artù, un cane usato per la caccia, arriva in clinica ai primi di maggio 2016. Zoppica vistosamente, senza appoggiare l’arto anteriore destro e con un rigonfiamento dolorante della regione del carpo. Dopo aver eseguito delle radiografie sospettiamo un tumore osseo maligno (osteosarcoma) a carico della porzione distale del radio (in pratica la parte della zampa più distante dal gomito). Sospetto purtroppo confermato dall’esame citologico. Il proprietario non potrà più usare il cane per la caccia, a causa delle cure consistenti in amputazione dell’arto e successiva chemioterapia. Per questo motivo decido di farmi cedere Artù e di occuparmi personalmente degli esami preoperatori, dell’intervento chirurgico e del decorso post operatorio con l’intento di trovargli, in seguito, una nuova famiglia. 
Artù viene quindi sottoposto a un esame TAC per verificare l’assenza di metastasi a distanza. Escluse queste ultime, viene eseguita l’amputazione dell’arto anteriore destro.
La degenza post operatoria dura 15 giorni. Durante i primi 2/3 giorni
Artù fatica ad abituarsi alla nuova condizione, ma al terzo giorno comincia a camminare. Sempre nei primi due giorni prova dolore, anche se meno intenso di quello preoperatorio, e incontra difficoltà nello stare in piedi e nel muoversi. Tuttavia, grazie alle terapie analgesiche, ad aiuti nella ambulazione e a sedute di agopuntura della Dott.sa Corinne Della Vedova riprende gradualmente a muoversi, fino a correre dopo 10 giorni. 
Nel frattempo, trova anche una nuova famiglia che lo accoglie e accetta di seguire il protocollo chemioterapico per garantirgli una migliore e duratura speranza di vita. Ora Artù corre e abbaia felice nel giardino della sua nuova casa, assieme a un setter Gordon femmina, e una volta ogni 4 settimane torna in clinica per la chemioterapia. Poco gli importa di avere una zampa in meno se può comunque fare tutto quello che gli piace. Una lezione di vita anche per noi umani.



giovedì 1 dicembre 2016

È ARRIVATO IL FREDDO


Prima o poi il freddo arriva. Ed è arrivato anche quest’anno. Ecco, quindi, alcuni consigli per aiutare i quattro zampe ad affrontarlo. Innanzitutto, se si tratta di animali domestici, il consiglio è sempre di tenerli in casa. Nel caso di animali che, comunque, passino buona parte del tempo (per esempio di giorno) fuori, o di animali randagi che transitino spesso nei dintorni, si possono utilizzare dei piccoli accorgimenti per tutelarli nelle giornate più rigide. Ecco sette consigli utili. 

1) Una alimentazione adeguata
Con l’abbassarsi delle temperature anche cani e gatti, come noi, bruciano più calorie.

2) Un riparo idoneo
Animali che passano molto tempo all’aperto devono avere un luogo asciutto e senza correnti per dormire e rifugiarsi. La cuccia va collocata a qualche centimetro da terra, possibilmente con l’entrata rivolta in direzione opposta a quella in cui solitamente soffia il vento. Il pavimento della cuccia può essere ricoperto con una coperta di lana o con vecchi maglioni. Entrambi vanno cambiati in caso di pioggia o umidità.

3) Attenzione costante
Se l’animale si bagna a causa della pioggia o della neve è importante asciugarli bene, soprattutto le zampe e tra le dita, dove possono rimanere i cristalli di ghiaccio o sale.

4) Ciotola dell’acqua.
L’acqua del cane o del gatto se si trova all’esterno può congelarsi. Consigliamo di cambiarla spesso e di usare recipienti in plastica, poiché il metallo conduce il freddo più rapidamente. Una buona idea può essere quella di usare dell’acqua tiepida, in modo che impieghi molto più tempo per congelarsi.

5) Mai lasciare un cane incustodito in auto
Il veicolo potrebbe diventare una sorta di frigorifero, soprattutto durante le ore serali, causando l’ipotermia o il congelamento dell’animale.

6) Attenzione all’antigelo
L’antigelo per la macchina può essere fatale per gli animali domestici, anche in piccole quantità. Per questo bisogna tenerlo lontano dagli animali e NON bisogna mai versarlo a terra (qualcuno lo usa al posto del sale) perché qualche cane o gatto potrebbe leccarlo (al contrario di ciò che si pensa ha un buon sapore, dolciastro). 

7) Attenzione agli animali che si rifugiano sotto le automobili
Con le basse temperature i gatti liberi o anche altri animali che vivono all’aperto potrebbero andare a rifugiarsi sotto le automobili, per riscaldarsi con il caldo del motore. I gatti riesco anche a infilarsi in mezzo al motore, sotto il cofano.

giovedì 24 novembre 2016

SALA D'ATTESA PER GATTI

In Clinica stiamo allestendo una sala d'attesa per soli gatti, in modo che possano attendere con maggiore tranquillità la loro visita.


venerdì 18 novembre 2016

VACCINATE IL VOSTRO GATTO


La vaccinazione protegge il gatto dalle seguenti malattie:

Panleucopenia: è una malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale, causa vomito e diarrea emorragica con abbattimento generale dell’animale. Anche in questo caso la terapia possibile è quella di supporto, in attesa che l’animale migliori.

Calicivirosi: è trasmessa dal calicivirus ed i sintomi sono diversi, abbiamo problemi respiratori, congiuntiviti, febbre, indebolimento. Il sintomo più caratteristico sono le lesioni ulcerose a carico della cavità orale. Queste causano un peggioramento delle condizioni generali dell’animale, in quanto essendo molto dolorose non permettono al gatto di mangiare spontaneamente e spesso in questi casi bisogna passare ad un alimentazione forzata o con sondino esofago-stomico.

Rinotracheite infettiva: è un'altra malattia infettiva virale, questa volta sostenuta da un Herpesvirus, colpisce principalmente i gattini di giovane età, mentre negli adulti ha una sintomatologia spesso più blanda. I sintomi principali sono scolo oculo nasale e problemi respiratori.

Leucemia Felina(FELV): è causata dal virus della leucemia felina, questa patologia porta ad un abbassamento delle difese immunitarie con conseguenti infezioni secondarie.

lunedì 7 novembre 2016

FINANZIAMENTI A TASSO ZERO


Talvolta prendersi cura del proprio animale può diventare oneroso dal punto di vista economico, in particolare nel caso di interventi complessi e lunghe degenze. Le preoccupazioni per la sua salute si sommano quindi a quelle finanziarie, creando qualche difficoltà in più.
Per questo motivo la Clinica Veterinaria Parabiago ha deciso di appoggiarsi a una nota finanziaria, la Consel, perché vengano accordati ai proprietari dei pazienti prestiti privi di tasso d’interesse e in tempi brevissimi.

Tali finanziamenti prevedono i seguenti vantaggi: 

- possibilità di pagare a rate le cure veterinarie più onerose
- pagamento dei costi sostenuti con addebito su c/c bancario
- nessuna maggiorazione dei costi, niente interessi passivi o spese aggiuntive cura dell’animale domestico con serenità senza gravare troppo sul budget familiare

Potete chiedere maggiori informazioni al nostro staff, che sarà felice di aiutarvi anche in tale ambito. Sottolineiamo, inoltre, che la Clinica non percepisce alcun compenso o percentuale per tale servizio, al contrario si fa carico delle spese abitualmente addebitate al cliente in questi casi.

domenica 23 ottobre 2016

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Gentili clienti,

all’inizio di quest'anno abbiamo attivato un servizio notturno grazie al quale siamo stati in grado di ricevere le vostre telefonate, e se il caso intervenire, 24 ore su 24. Un servizio molto apprezzato, ma che per il momento dobbiamo sospendere per motivi indipendenti dalla nostra volontà. Stiamo riorganizzando lo studio per diventare ancora più efficienti e con un po’ di pazienza, da parte vostra, e di impegno, da parte nostra, speriamo di riattivare il servizio a breve. Ovviamente, provvederemo a inviarvi comunicazione non appena questo avverrà.

Saluti dallo staff della Clinica Veterinaria Parabiago.

venerdì 30 settembre 2016

NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE

La voglia di imparare dovrebbe essere la molla che spinge ognuno di noi a migliorarci giorno dopo giorno. Ma se per molti tale spinta può essere facoltativa, per alcuni professionisti diventa quasi un obbligo. Per esempio per chi lavora in ambito tecnologico, scientifico, medico, ecc. L’evoluzione della scienza e delle professioni richiede costanti aggiornamenti, così come proficui scambi di opinioni tra operatori del medesimo settore. Anche per questo motivo il Dott. Luca Redaelli parteciperà al corso “Basi anatomiche e tecniche in chirurgia toracica” tenuto dal Prof. Fabio Acocella dell’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Veterinarie). Il corso è diretto a neolaureati e veterinari che già esercitano la professione, e si pone quali obiettivi la ricezione delle nozioni fondamentali di anatomia vascolare e degli organi toracici, l’evidenziazione delle manovre chiave di ogni intervento chirurgico, l’esecuzione dei principali interventi chirurgici step by step. Chi fosse interessato a iscriversi può consultare il link http://www.unimi.it/studenti/corsiperf/101958.htm. Il corso si terrà tre volte nelle seguenti date: gruppo 1 24-28/10, gruppo 2 07-11/11 e gruppo 3 21-25/11.


venerdì 16 settembre 2016

LA TECNICA ILIZAROV


Inventata dal medico russo Ilizarov negli anni Cinquanta, questa tecnica consente di allungare un osso, o modificarne la posizione, per correggere un arto deforme. Inoltre, la procedura può essere utilizzata per trattare fratture ossee di diversi tipi, nei casi in cui non siano applicabili le tecniche convenzionali. Intorno all’arto si applicano alcuni anelli metallici esterni, collegati tra loro da barre allungabili che permettono al medico di aumentarne la distanza reciproca, muovendo piccoli dadi. Gli anelli sono collegati con fili al titanio, resistenti e anallergici, che passano attraverso l’osso. 
La tecnica è stata importata in Italia negli anni Ottanta. Nata per gli esseri umani è stata adattata e ottimizzata per l’impiego in animali di taglie molte diverse tra loro.
Il Dottor Luca Redaelli, della Clinica Veterinaria Parabiago utilizza con successo tale tecnica fin dagli anni Novanta. Gli animali rispondono bene all’intervento, e anche se gli anelli possono sembrare fastidiosi e pesanti alla vista, i pazienti imparano ben presto a muoversi con facilità pur avendoli inseriti in una zampa. Fino al momento in cui vengono tolti e ben presto nessuno ricorderà che sono stati lì.




LA VOSTRA OPINIONE È IMPORTANTE

Per noi la vostra opinione è molto importante e ci aiuta a migliorare il servizio offerto ai nostri pazienti a quattro zampe. Per questo vi invitiamo a compilare un questionario (10 semplici domande a cui rispondere con un sì o un no) fornendoci le vostre opinioni. Vi basterà andare sul nostro sito (http://www.clinicaveterinariaparabiago.it) e dedicarci cinque minuti del vostro tempo a vantaggio dei vostri animali. Grazie a tutti.


mercoledì 31 agosto 2016

LA STORIA DI MAO MAO


In Clinica talvolta arrivano casi (e pazienti) più complessi di altri, che possono evolversi in modi inaspettati. Abbiamo chiesto al Dottor Luca Redaelli di raccontarcene qualcuno. Inizialmente ha opposto un po' di resistenza, ma poi ha collaborato. Ecco, quindi, la sua seconda storia, quella di Mao Mao.


Mi chiedono di raccontare una nuova storia relativa a un paziente operato in Clinica. Mi siedo quindi al computer e comincio: “era una notte buia e tempestosa”. Come dite? Riconoscete l’incipit? È quello usato da Snoopy per il suo interminabile romanzo? Beh… Siamo in tema cani, quindi Snoopy ci sta bene. Comunque, non è stato il noto bracchetto dei fumetti a inventare tale inizio, e neanche il suo creatore, il disegnatore Charles Schulz. Quelle parole suggestive aprono il romanzo Paul Clifford (del 1830) di Edward Gorge Earle Bulwer-Lytton, scrittore ottocentesco oggi poco noto ma ai suoi tempi molto popolare nella patria Inghilterra.
Ma ho divagato, e scherzato, anche troppo. Non era una notte buia e tempestosa, bensì un giorno di maggio quando riceviamo una telefonata da una nostra cliente per un consulto. Il cane del figlio, che viveva in Cina, appena arrivato in Toscana si è lanciato da un muretto alto circa 9 metri e non riesce più a camminare e mangiare. A una prima visita sembra aver riportato la frattura di una sola zampa anteriore. Tuttavia, appare strano che, a distanza di quarantotto ore dalla caduta, Mao Mao (questo il nome, oriental style, del quattro zampe) non riesca almeno a stare in piedi e mangiare. La proprietaria decide quindi di portarlo in clinica.
Lo visitiamo, facciamo le lastre e diagnostichiamo una frattura radioulnare distale bilaterale. Se non siete pratici di anatomia canina, dopotutto il veterinario sono io, diciamo che si tratta di una frattura di entrambe la zampe anteriori nella parte finale (se fosse un umano diremmo tra polso e gomito).
Decidiamo di sedare Mao Mao e di effettuare un bendaggio rigido bilaterale sperando che riprenda al più presto a mangiare, rinviando la chirurgia di 48 ore. Poiché il giorno successivo Mao Mao mangia e cammina con i bendaggi, stabiliamo di operarlo.
Applichiamo due ilizarov a cielo chiuso (un supporto metallico esterno per stabilizzare alcuni tipi di fratture) e la sera stessa Mao Mao sembra già stare meglio.
Il giorno successivo entrambe le zampe sono normali e Mao Mao, grazie anche a una adeguata terapia antidolorifica e alla stabilizzazione delle fratture, sembra sentire molto meno male.
Iniziamo la fisioterapia. Le prime lastre di controllo a 20 giorni ci permettono di constatare un inizio di rigenerato osseo a livello di entrambi i focolai. Mao Mao sembra più tranquillo e un po’ meno spaventato rispetto al suo arrivo dalla Cina.
Al quarantesimo giorno, dopo le lastre di controllo, decidiamo di rimuovere l'ilizarov dalla zampa sinistra e dinamizzare (ovvero alleggerito togliendone delle parti) l’ilizarov sulla zampa destra. Dopo sette giorni rimuoviamo il destro.
Mao Mao rimane ancora con noi sette giorni per la fisioterapia e poco dopo può tornare a correre felice in Toscana. L’unico ostacolo che può incontrare ora è il cambio di idioma, dal cinese all’italiano, ma quello non è un problema da veterinario bensì da linguista. Ni hao (“ciao” in cinese) Mao Mao.